Torna ad abitare a Caramagna. Il peggioramento delle condizioni fisiche lo costringe al ricovero presso il Cottolengo di Torino, dal quale fugge peri trasferirsi nuovamente a Caramagna. È gonfio, soffre di crisi asmatiche e le gambe lo sorreggono a stento. Insofferente, dimostra gravi difficoltà di parola, ma non smette di rivedere la congerie di testi inediti.