Il 15 aprile, presso l’ospedale di Caramagna, Luigi Alessio è colpito da una sincope, che gli sarà fatale. Anche in punto di morte, “Giotu” avrà modo di manifestare la sua indole anarchica e refrattaria ai compromessi: il parroco don Feraudo si rifiuta di accordargli il rito funebre e accetta invece di accompagnarlo personalmente al cimitero.